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due video a settimana, tutto l'anno: il calendario minimo che non ti mangia il tempo
Pubblicare tanto per un mese e poi sparire non serve a niente. Ecco il ritmo minimo che regge davvero, come riempirlo con otto video al mese e quanto tempo ti serve per farli.
Craftweb · 29 settembre 2026 · 5 min di lettura
Un'officina qui vicino ha pubblicato quattordici video in due settimane. Poi il titolare si è preso una commessa grossa, ha smesso, e dopo cinque mesi il profilo era ancora fermo all'ultimo video di maggio. Quando gli ho chiesto com'era andata mi ha detto: "I social non funzionano".
Non è che non funzionano. È che quattordici video in due settimane e poi zero è come aprire il negozio per due settimane all'anno.
Il problema non è quanto pubblichi, è che ti fermi
Chi guarda i tuoi video non tiene il conto. Non sa che a marzo ne hai pubblicati dieci. Sa solo se negli ultimi giorni si è ricordato di te o no.
E qui c'è la parte che fa più male: i video non lavorano nel momento in cui li pubblichi. Lavorano quando una persona ha bisogno di te. Se l'ultima volta che ti ha visto era sei mesi fa, quando le si rompe la caldaia chiamerà qualcun altro.
Per questo il ritmo conta più della quantità. Meglio due video a settimana per dodici mesi che quattordici a marzo e basta.
Due a settimana è il minimo che si nota
Con un video a settimana passi troppo tempo tra un'apparizione e l'altra: ti vede solo chi capita nel posto giusto al momento giusto. Con due, la gente inizia ad avere la sensazione che tu ci sia sempre — che è esattamente la sensazione che serve.
Più di tre a settimana? Si può, ma quasi nessun titolare regge quel ritmo per un anno mentre manda avanti l'attività. E un ritmo che non regge è peggio di un ritmo lento.
Quindi: otto video al mese. Sempre gli stessi due giorni, per esempio martedì e venerdì. Il giorno fisso ti serve a te, non a chi guarda: elimina la domanda "pubblico oggi?" che è quella che ti fa saltare la settimana.
Come riempi otto video al mese senza impazzire
Il blocco arriva quando ti siedi e pensi "cosa pubblico". Si risolve decidendo i tipi una volta sola e poi riempiendo gli spazi. Quattro tipi, due video ciascuno al mese:
- Il lavoro fatto. Un pezzo riparato, un piatto che esce, una vetrina nuova, un impianto finito. Venti secondi, niente parole necessarie.
- La risposta a una domanda. Una delle cose che ti chiedono ogni settimana. "Quanto dura?" "Serve l'appuntamento?" "Si può fare anche su questo?". Parli tu, in piedi, trenta secondi.
- La faccia di chi lavora. Tu, un ragazzo del banco, il cuoco. Non deve essere un'intervista: basta che si veda chi c'è dietro il nome.
- Il dietro le quinte. Lo scarico della merce, il locale alle sette del mattino, il magazzino, i preparativi del sabato.
Quattro tipi, due a testa: otto. E sono cose che accadono già nella tua giornata, non cose da organizzare.
Il tempo vero è meno di quello che immagini
Il conto onesto, per un'attività con una persona che gira i video col telefono:
Un giro di riprese alla settimana, venti minuti, durante il lavoro normale: torni a casa con quattro o cinque spezzoni. Il montaggio con un'app del telefono, taglio più testo sopra, dieci minuti a video: venti minuti per i due della settimana. Totale: circa quaranta minuti a settimana, meno di tre ore al mese.
Confrontalo con quello che spendi già. Se in un mese fai tre ore di telefonate per rispondere alle stesse domande, quelle tre ore le stai spendendo comunque — solo che non ti restano.
Cosa aspettarti dopo tre mesi (numeri realistici)
Questi sono ordini di grandezza, non promesse, e cambiano molto da attività ad attività. Ma servono per capire che forma ha il risultato.
Prendiamo un'officina con 600 follower, quasi tutti della zona. Otto video al mese, per tre mesi. Quello che si vede di solito:
- I primi video girano tra le 200 e le 600 visualizzazioni. Dopo qualche settimana qualcuno inizia a fare numeri più alti, 1.500 o 2.000, quasi sempre quelli che rispondono a una domanda concreta.
- I follower crescono piano, 30-60 al mese. Non è quello il punto.
- Il punto è che dopo due o tre mesi inizi a sentire in officina la frase "ti ho visto su Instagram". Una, due volte a settimana.
Se ogni settimana arriva un lavoro in più che prima non arrivava, e il lavoro medio da te vale 120 euro, sono circa 500 euro al mese in più a fronte di tre ore di lavoro tuo. Se il lavoro medio vale 800 euro perché fai impianti, il conto cambia parecchio.
Il punto vero è un altro: al terzo mese non è ancora finita. Quasi tutti mollano tra la quinta e l'ottava settimana, cioè poco prima che le cose comincino a muoversi.
Le tre cose che fanno mollare (e come evitarle)
Vuoi che siano belli. Il video perfetto non si gira mai. Quello girato male e pubblicato lavora, quello perfetto nella testa no.
Non hai deciso il giorno. "Quando ho tempo" significa mai. Martedì e venerdì significa martedì e venerdì.
Guardi i numeri ogni ora. Un video che fa 180 visualizzazioni non è un fallimento: sono 180 persone della tua zona che si sono ricordate di te. Guarda i numeri una volta al mese, non ogni sera.
In pratica, oggi
- Segna due giorni sul calendario del telefono, ripetuti ogni settimana, per i prossimi tre mesi. Chiamali "video". Fatto questo, hai risolto metà del problema.
- Gira tre spezzoni adesso, con il telefono, di quello che stai facendo: un lavoro in corso, il locale, una cosa che hai appena finito. Verticali, dieci secondi a testa. Non serve che siano belli.
- Scrivi le cinque domande che ti fanno più spesso i clienti. Sono cinque video già scritti, uno per settimana per più di un mese.
Non serve fare di più: serve non fermarsi. Otto video al mese girati col telefono, per un anno, battono qualsiasi settimana di entusiasmo seguita da sei mesi di silenzio.
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Domande frequenti
Quante volte devo pubblicare sui social?
Due volte a settimana è il minimo che si nota, cioè otto video al mese. Con uno solo passa troppo tempo tra un'apparizione e l'altra; con più di tre quasi nessun titolare regge il ritmo per un anno intero mentre manda avanti l'attività. Meglio un ritmo lento che tieni davvero.
Quanto tempo mi serve ogni settimana?
Circa quaranta minuti: venti di riprese durante il lavoro normale, da cui escono quattro o cinque spezzoni, e dieci minuti di montaggio per video con un'app del telefono. In un mese sono meno di tre ore.
Cosa filmo se non ho idee?
Decidi quattro tipi di video una volta sola e poi riempi gli spazi: il lavoro fatto, la risposta a una domanda che ti fanno spesso, la faccia di chi lavora con te, il dietro le quinte. Due video per tipo e il mese è coperto.
Dopo quanto si vedono i risultati?
Di solito dopo due o tre mesi inizi a sentire dai clienti la frase «ti ho visto su Instagram». È proprio lì che quasi tutti mollano, tra la quinta e l'ottava settimana, poco prima che le cose si muovano.
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