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ti guardano senza audio: come mettere il testo sui tuoi video (10 minuti a video)

La maggior parte delle persone guarda i video col telefono muto. Se non c'è testo, il tuo messaggio non arriva. Ecco cosa scrivere, dove e in quanto tempo.

Craftweb · 23 settembre 2026 · 5 min di lettura

Una gelateria di Bellaria ha girato un bel video: il gelato al pistacchio che esce dalla macchina, la ragazza che spiega che le nocciole arrivano da un fornitore di Piemonte, quaranta secondi puliti. Tremila visualizzazioni e un tempo medio di visione di due secondi.

Il motivo era semplice, e non aveva niente a che fare con il gelato. Chi guardava non sentiva una parola. E senza parole, quel video era solo una crema verde che gira.

Quasi tutti ti guardano muti, in fila alla cassa

Pensa a come guardi tu i video. In macchina ferma al semaforo, in sala d'attesa, sul divano con qualcuno che parla accanto, al bar. Quasi sempre col volume a zero, perché alzarlo davanti ad altri è scomodo.

Questo cambia tutto nel modo di girare. Non significa fare video senza parlato: significa che le parole che dici devono comparire anche scritte, altrimenti per metà delle persone non le hai mai dette.

Il costo di non farlo è invisibile. Non vedi le persone che scorrono via al secondo due: vedi solo un numero di visualizzazioni che sembra normale e un risultato che non arriva.

Cosa scrivi nei primi due secondi

Il primo testo che appare ha un solo compito: dire a chi guarda perché dovrebbe restare. Non deve essere bello, deve essere chiaro.

Tre tipi di frase che funzionano quasi sempre:

  • La domanda che ti fanno davvero. "Quanto dura un gelato in freezer?" "Il colore tiene sul capello bianco?" "Si può riparare o va cambiato?"
  • La cosa che non si sa. "Questo lo facciamo alle sei del mattino." "Dentro ci sono solo tre ingredienti."
  • Il posto e il mestiere, quando è la prima volta che ti vedono. "Gelateria a Bellaria, da ventidue anni."

Quello che non funziona: "Buongiorno a tutti", il nome dell'attività da solo, e le frasi che promettono senza dire niente. Chi legge "scopri il nostro segreto" scorre, perché quella frase l'ha già vista mille volte.

I sottotitoli non sono il titolo: servono entrambi

È la confusione più comune. Sono due cose con due lavori diversi.

Il titolo è una frase ferma, grande, che sta lì per i primi secondi o per tutto il video. Serve a chi arriva. Non cambia.

I sottotitoli sono le tue parole, che scorrono man mano che parli, tre o quattro per volta. Servono a chi è rimasto e vuole seguire. Cambiano di continuo.

Se metti solo i sottotitoli, chi arriva non capisce di cosa si parla e va via. Se metti solo il titolo, chi resta non segue il discorso. Vanno insieme, e insieme costano pochi minuti.

Dieci minuti a video, passo per passo

Con un'app di montaggio del telefono, quelle gratuite che hai già:

  • Minuto 1-2: taglia l'inizio e la fine. Via il momento in cui accendi la telecamera e quello in cui ti avvicini per spegnerla. Sono i due secondi che fanno scorrere via la gente.
  • Minuto 3-4: sottotitoli automatici. L'app trascrive da sola quello che dici. Un tocco.
  • Minuto 5-6: rileggi e correggi. Qui si guadagna: le app sbagliano i nomi, i termini tecnici, i numeri. "Pistacchio di Bronte" può diventare qualcosa di imbarazzante.
  • Minuto 7-8: metti il titolo in alto. Carattere grosso, bianco su una fascia scura o con un bordo, non attaccato al bordo superiore.
  • Minuto 9-10: guardalo muto. Metti il volume a zero e guardati il video fino in fondo. Se capisci tutto, hai finito. Se no, sai cosa manca.

Quell'ultimo passo è quello che salta sempre e che vale più degli altri quattro insieme.

Gli errori che rendono il testo illeggibile

  • Carattere troppo piccolo. Sul tuo telefono in mano sembra giusto; a chi guarda mentre cammina, no. Se hai dubbio, ingrandisci.
  • Testo bianco su sfondo chiaro. Un grembiule bianco, una parete di piastrelle, la neve: il testo sparisce. Serve un bordo scuro o una fascia sotto.
  • Testo sul fondo dello schermo, dove l'app mette il nome del profilo e i pulsanti. Quella zona è persa: tienila libera.
  • Frasi lunghe che occupano quattro righe. Se devi ridurre il carattere per farle stare, il problema è la frase.

Un conto onesto su cosa cambia

Ordini di grandezza, non promesse.

La gelateria pubblica otto video al mese. Prima, senza testo: tempo medio di visione intorno ai due secondi, qualche commento, nessuno che in negozio nominasse i video. Dopo, con titolo e sottotitoli su tutti: il tempo medio di visione sale tra i cinque e gli otto secondi, e i video che rispondono a una domanda concreta arrivano tra le 1.500 e le 3.000 visualizzazioni contro le 800 di prima.

Il tempo in più è dieci minuti per video, cioè ottanta minuti al mese. Il conto in euro dipende solo da te: se dopo due mesi entrano due persone in più al giorno nei mesi di stagione, e lo scontrino medio è 7 euro, sono circa 400 euro al mese. Con un'officina o uno studio tecnico gli stessi ottanta minuti pesano in modo completamente diverso, perché un solo cliente nuovo vale centinaia di euro.

In pratica, oggi

  1. Riguarda i tuoi ultimi tre video col volume a zero. Se non si capisce di cosa parlano, hai appena trovato la cosa da cambiare.
  2. Aggiungi il titolo a un video già pubblicato e ripubblicalo. Cinque minuti, e vedi la differenza sullo stesso contenuto.
  3. Scrivi cinque frasi da titolo su un foglio, prese dalle domande che ti fanno i clienti. Sono i prossimi cinque video già impostati.

Il testo sui video non è un dettaglio grafico: è la differenza tra essere guardato e essere capito. E dieci minuti a video sono il prezzo più basso che pagherai mai per farti capire.

Se vuoi una mano, raccontaci la tua attività su craftweb.it.

  • video per social
  • sottotitoli
  • montaggio con il telefono
  • reel

Domande frequenti

Devo mettere i sottotitoli anche se nel video non parlo?

I sottotitoli no, ma il titolo sopra sì. Se nel video non ci sono parole, la frase scritta all'inizio è l'unica cosa che spiega a chi guarda perché dovrebbe restare. Bastano quattro o cinque parole in alto, ben leggibili.

I sottotitoli automatici delle app vanno bene?

Vanno bene come punto di partenza, ma sbagliano i nomi propri, i termini del tuo mestiere e il dialetto. Rileggili sempre: due minuti di correzione evitano una scritta sbagliata che resta lì per sempre.

Meglio il testo in alto o in basso?

Il titolo in alto, ma non attaccato al bordo, perché sopra ci vanno le scritte dell'app. I sottotitoli poco sopra la metà bassa, non sul fondo, dove il nome del profilo e i pulsanti coprono tutto. La prova del nove è guardare il video pubblicato dal telefono.

Quanto testo è troppo?

Se chi guarda deve leggere invece di guardare, è troppo. Regola pratica: una riga per il titolo, due righe al massimo per i sottotitoli, tre o quattro parole per volta. Se la frase non ci sta, taglia la frase, non rimpicciolire il carattere.

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