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10 euro al giorno di pubblicità online: cosa ti puoi aspettare davvero

Trecento euro al mese sono un budget vero, ma piccolo. Qui trovi cosa comprano davvero, quante richieste possono portare e i quattro modi più comuni di buttarli via.

Craftweb · 30 agosto 2026 · 6 min di lettura

Un negozio di arredo bagno a Dogana ha provato la pubblicità su Facebook per tre mesi. Dieci euro al giorno, trecento euro al mese, novecento euro in tutto. Alla fine il titolare mi ha detto: "Non è arrivato niente".

Guardando il pannello, in tre mesi gli annunci avevano raggiunto quasi 60.000 persone. Il problema era che tutti mandavano alla pagina principale del sito, senza dire un prezzo, senza dire dove era il negozio, e senza chiedere niente a chi guardava. Non è che non era arrivato niente: è che non era stato chiesto niente.

Con dieci euro al giorno compri attenzione, non clienti

Questa è la parte da capire prima di mettere la carta.

Dieci euro al giorno non comprano vendite. Comprano il fatto che un certo numero di persone veda il tuo annuncio. Da lì in poi tutto dipende da cosa vedono e da cosa gli chiedi di fare.

In una zona piccola — diciamo venti chilometri intorno a te — dieci euro al giorno di solito comprano tra le 1.000 e le 3.000 persone raggiunte al giorno, se l'annuncio è un video che la gente guarda. Il costo di chi tocca l'annuncio e arriva sul tuo sito sta in genere tra i 15 e i 60 centesimi su Instagram e Facebook, tra i 40 centesimi e un euro e mezzo su Google, dove paghi di più ma paghi persone che ti stavano cercando.

Sono ordini di grandezza, non promesse: cambiano col mestiere, col periodo dell'anno e con quanti concorrenti stanno comprando lo stesso spazio nella tua zona.

Trecento euro al mese bastano per una cosa sola

Qui si perdono quasi tutti. Con trecento euro al mese si può fare una campagna, con un messaggio, per un pubblico. Non tre.

Se dividi i trecento euro su quattro annunci diversi, ognuno riceve settantacinque euro al mese, cioè due euro e mezzo al giorno: troppo poco perché il sistema capisca a chi conviene mostrarlo, e troppo poco perché tu capisca cosa ha funzionato.

Quindi scegli. Un esempio di scelta buona per un'attività locale:

  • Una cosa sola da promuovere. Non "l'arredo bagno": le docce su misura, oppure la sostituzione della vasca in un giorno. Una cosa precisa, con un prezzo di partenza.
  • Una zona sola. Venti o trenta chilometri, non tutta la regione.
  • Un modo solo di essere contattato. O ti scrivono su WhatsApp, o compilano un modulo, o chiamano. Uno.
  • Un annuncio con due o tre varianti, cioè lo stesso messaggio con video diversi. Questo sì, va bene: serve a capire quale video tiene meglio.

Cosa può portarti in un mese, in numeri

Facciamo il conto per un'attività di servizi con un lavoro medio da 1.200 euro, trenta chilometri di raggio. Ordini di grandezza, non promesse.

Trecento euro al mese su Instagram e Facebook, con un video decente e un modo chiaro per essere contattato:

  • Circa 30.000-60.000 volte in cui l'annuncio compare a qualcuno.
  • Tra 500 e 1.200 persone che lo toccano e arrivano sulla tua pagina.
  • Tra 8 e 25 persone che scrivono o chiamano, se la pagina dice il prezzo di partenza e la zona.
  • Di queste, tra 1 e 4 che diventano lavori veri.

Con un lavoro medio da 1.200 euro, anche un solo cliente al mese ripaga i trecento euro. Con un lavoro medio da 40 euro, servono quindici clienti al mese perché il conto stia in piedi, e di solito con questo budget non ci arrivi: in quel caso i trecento euro rendono di più spesi in video pubblicati senza pagare nessuno.

È questo il calcolo da fare prima di iniziare, non dopo: quanto vale un cliente per te, e quanti te ne servono al mese per andare in pari.

I quattro modi più comuni di bruciare trecento euro

  • Mandare tutti alla pagina principale del sito. Chi tocca un annuncio su una doccia su misura deve arrivare su una pagina che parla di docce su misura, non su un menu con dodici voci.
  • Non dire il prezzo, nemmeno di partenza. "Preventivo gratuito" non è un prezzo. "Da 2.400 euro, montaggio in un giorno" fa scrivere meno gente, ma gente che può comprare.
  • Cambiare tutto ogni due giorni. Nei primi giorni i numeri ballano. Chi spegne e riaccende continuamente non arriva mai a capire niente.
  • Fare pubblicità con un annuncio fatto di una foto e uno slogan. Un video di quindici secondi girato nel tuo laboratorio, con la tua voce, tiene le persone molto più di qualsiasi immagine costruita.

Quando dieci euro al giorno non hanno senso

Ci sono tre casi in cui è meglio non partire, e vale la pena dirselo:

Se non hai una pagina dove far arrivare la gente, o se il sito è lento e sul telefono si legge male, stai pagando per portare persone in un posto che le fa scappare. Prima sistema la pagina.

Se non hai nessuno che risponda ai messaggi entro qualche ora, i soldi li perdi lì: chi scrive alle nove di sera e riceve risposta dopo tre giorni ha già chiamato un altro.

Se stai partendo adesso e non hai mai pubblicato niente, spendi i primi due mesi a pubblicare video senza pagare. Ti costa solo tempo e ti dice quali video la gente guarda: poi metterai i soldi su quelli, invece di indovinare.

In pratica, oggi

  1. Calcola quanto vale un cliente medio per te e quanti te ne servono al mese per ripagare trecento euro. Se il numero è più di cinque, la pubblicità a pagamento probabilmente non è la prima cosa da fare.
  2. Scegli una cosa sola da promuovere, con un prezzo di partenza scritto. Se non riesci a scriverlo in una riga, l'annuncio non funzionerà.
  3. Apri la pagina del tuo sito dove manderesti la gente, dal telefono, e conta i secondi che ci mette a caricare. Se sono più di tre, il primo lavoro è quello, non la pubblicità.

Trecento euro al mese sono abbastanza per farsi conoscere in una zona piccola, se tutto il resto è a posto. Non sono abbastanza per coprire un sito che non convince o un telefono a cui nessuno risponde.

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domande frequenti.

Con 10 euro al giorno meglio Google o Facebook e Instagram?

Dipende da una cosa sola: se la gente cerca già quello che vendi o no. Per un idraulico, un gommista o un fabbro, la gente cerca su Google nel momento del bisogno, e conviene stare lì. Per un prodotto che si scopre guardando, come un arredamento o un menu nuovo, conviene Instagram e Facebook, dove il video intercetta chi non stava cercando niente.

Dopo quanto tempo si capisce se la pubblicità funziona?

Servono almeno tre o quattro settimane con lo stesso annuncio e lo stesso budget. Nelle prime due settimane i numeri sono ancora instabili e cambiare tutto ogni due giorni è l'errore più comune. Dopo trenta giorni hai abbastanza dati per decidere se aumentare, cambiare l'annuncio o fermarti.

Devo mettere una carta di credito aziendale o posso pagare in altro modo?

Sia Google che Meta chiedono una carta o un metodo di pagamento automatico, e addebitano man mano che spendono. Conviene impostare un limite giornaliero e controllare il totale una volta a settimana, perché la spesa si somma in silenzio. Se hai paura di perdere il controllo, molti conti aziendali permettono di creare una carta virtuale con un massimale mensile.

Posso fare pubblicità senza avere un sito?

Su Instagram e Facebook sì: la gente può scriverti in privato o chiamarti direttamente dall'annuncio, e per alcune attività funziona bene. Su Google no, o quasi: chi cerca un servizio vuole vedere una pagina con i prezzi, la zona e i lavori fatti prima di chiamare. Se non hai nemmeno una pagina, parti dai messaggi e lascia stare Google per ora.

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