soldi e strumenti
quanto mettere sul digitale ogni mese: come dividere 300 euro senza buttarne uno
Trecento euro al mese bastano se non li spargi su dieci cose. Ecco come dividerli in quattro voci, cosa togliere per primo e come capire in tre mesi se stai sprecando.
Craftweb · 10 settembre 2026 · 5 min di lettura
Un negozio di biciclette di Dogana spendeva 280 euro al mese sul digitale. Mettendoli in fila sono venute fuori nove voci: due programmi di grafica, un servizio di newsletter mai usato, l'hosting, il dominio, due abbonamenti a banche di musica, una pubblicità sempre accesa da un anno e mezzo e due cose che nessuno ricordava di aver attivato.
Nove rivoli da trenta euro. Nessuno abbastanza grande da cambiare qualcosa.
Trecento euro sono pochi, ma bastano se non li spargi
La cifra non è il problema. Il problema è che una piccola spesa non produce un piccolo risultato: spesso non produce nulla. Cinquanta euro di pubblicità al mese non spostano nessuno, e trenta euro di uno strumento che nessuno apre sono trenta euro regalati.
Quindi la regola prima di ogni divisione è questa: poche voci, finanziate abbastanza da produrre qualcosa, e nessuna voce che non sai spiegare. Se non riesci a dire in una frase cosa ti dà una spesa, quella spesa va tolta oggi.
Su trecento euro, quattro voci sono il massimo che regge. Cinque sono già troppe.
Come li dividerei: quattro voci e nessuna quinta
Questa è una divisione che funziona per la maggior parte delle attività della zona. Va adattata: se sei un ristorante conta di più il video, se sei uno studio tecnico conta di più il sito.
- 120 euro: quello che pubblichi. Video, foto, il montaggio, chi ti dà una mano a tenere il ritmo. È la voce più grossa perché è l'unica che si accumula: un video girato a settembre lavora ancora a marzo. Se devi tagliare, questa è l'ultima da toccare.
- 70 euro: il sito, tenuto in vita. Dominio, hosting, aggiornamenti, qualcuno che cambia un prezzo o un orario quando serve senza farti perdere una domenica. Un sito abbandonato costa di più, perché smette di funzionare quando non lo guardi.
- 70 euro: pubblicità locale, accesa quando serve. Non sempre accesa: nei momenti in cui hai qualcosa da dire. L'apertura della stagione, il cambio gomme, il periodo dei regali. Meglio 210 euro in un mese giusto che 70 euro per tre mesi qualsiasi.
- 40 euro: gli strumenti che ti fanno risparmiare ore. Le prenotazioni, i richiami ai clienti, il gestionale, la casella di posta. Solo quelli che usi ogni settimana. Uno strumento che apri una volta al mese è una spesa, non un aiuto.
Fanno trecento. Nessuna quinta voce: se ne compare una, deve prendere il posto di una di queste, non aggiungersi.
Le spese piccole che ti mangiano il mese
Il conto vero non si sporca con le cose grosse, si sporca con queste:
- Abbonamenti annuali rinnovati automaticamente per servizi provati una settimana.
- Due strumenti che fanno la stessa cosa, perché uno l'hai attivato tu e uno il ragazzo che ti aiutava l'anno scorso.
- Pubblicità accesa e dimenticata, che continua a spendere dieci euro al giorno su un messaggio vecchio.
- Domini comprati "per sicurezza" e mai usati.
- Musica, foto o modelli a pagamento che servivano per un lavoro solo.
Fai il giro degli addebiti degli ultimi dodici mesi, non degli ultimi trenta giorni: le voci annuali si nascondono lì. Nella maggior parte delle attività da cui passiamo, tra il 20% e il 40% della spesa digitale è di questo tipo.
Cosa cambia se hai 150 euro o se hai 600
Con 150 euro non fai quattro voci: ne fai due. 90 sui video e 60 sul sito. Niente pubblicità, niente strumenti nuovi. Con questa cifra l'unica strada è produrre qualcosa di tuo, costantemente, e tenere in piedi il posto dove la gente arriva.
Con 600 euro le voci restano quattro, ma cambiano di peso: 250 sui video, perché puoi passare da otto a dodici pubblicazioni al mese con qualcuno che monta al posto tuo; 120 sul sito, con pagine nuove per i servizi che rendono più; 150 di pubblicità locale su due periodi all'anno; 80 di strumenti, compreso qualcosa che ti risponde ai messaggi quando sei sotto un'auto.
Sotto i 100 euro al mese, dillo chiaro a te stesso: stai comprando manutenzione, non crescita. Va benissimo per un anno difficile, ma non aspettarti che porti gente nuova.
Come capire in tre mesi se stai buttando soldi
Ordini di grandezza, non promesse: dipende molto dal mestiere e dal momento dell'anno.
Segna su un foglio, ogni mese, due numeri soli: quante persone ti hanno contattato e quanti lavori sono entrati. Il negozio di Dogana partiva da circa 25 contatti al mese e 11 lavori. Dopo tre mesi con la spesa riordinata — stessa cifra, quattro voci invece di nove — era a 38 contatti e 17 lavori.
Sei lavori in più al mese, con uno scontrino medio da 70 euro, sono circa 420 euro. La spesa era rimasta 280. Non è un moltiplicatore garantito e in un mese morto non si vede: il punto è che il miglioramento è arrivato riordinando, non aggiungendo.
Se dopo tre mesi il primo numero non si muove, non aumentare la cifra: cambia la voce su cui la stai mettendo.
In pratica, oggi
- Scarica gli addebiti degli ultimi dodici mesi e cerchia ogni voce digitale. Le annuali stanno lì, non nell'ultimo mese. Somma: quasi sempre il totale è più alto di quello che pensavi.
- Disdici le voci che non sai spiegare in una frase. Se non riesci a dire cosa ti dà, non ti dà niente. È l'unico taglio che non ha controindicazioni.
- Scrivi la tua divisione in quattro righe, con le cifre. Attaccala dove la vedi. Serve a dirti no quando arriverà la quinta proposta.
Non è la cifra a fare la differenza, è quante cose ci stai chiedendo di fare. Quattro voci decise, un controllo ogni tre mesi, e sai sempre perché stai spendendo.
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domande frequenti.
Trecento euro al mese sono pochi per iniziare?
Sono pochi per fare tutto, sono abbastanza per fare due cose bene. L'errore non è la cifra piccola, è dividerla in sei rivoli da cinquanta euro che non producono niente. Meglio due voci finanziate seriamente che sei annacquate.
Conviene pagare la pubblicità o mettere tutto sui video?
Nei primi mesi la parte più grossa va su quello che pubblichi, perché resta e continua a lavorare. La pubblicità è utile per spingere un momento preciso, come un'apertura o una stagione. Se il profilo e il sito non sono a posto, la pubblicità è il modo più veloce di buttare soldi.
Ogni quanto conviene rivedere questa divisione?
Ogni tre mesi, non ogni mese. Un mese solo non dice niente: ci sono settimane morte in qualsiasi attività. Tre mesi sono il minimo per capire se una voce sta producendo o no.
Che numeri devo guardare per capire se sto sprecando?
Due: quante persone ti contattano in un mese e quante di quelle diventano lavoro. Se dopo tre mesi la prima cifra non si muove, stai pagando qualcosa che non porta gente. Se si muove e la seconda no, il problema è nel prezzo o in come rispondi, non nella spesa.
