soldi e strumenti
prima di spendere in pubblicità: 5 strumenti gratis che ti portano clienti
Cinque cose gratis da sistemare prima di mettere un euro in pubblicità: scheda Google, recensioni, WhatsApp, prenotazioni e la rubrica dei clienti vecchi.
Craftweb · 1 settembre 2026 · 5 min di lettura
Una palestra di Misano ha speso 600 euro in pubblicità sui social in due mesi. Le richieste sono arrivate, una trentina. Poi ho provato a scrivere io da un numero qualsiasi: nessuno ha risposto per due giorni, perché i messaggi arrivavano sul telefono personale del titolare, mescolati a quelli della famiglia.
Non era la pubblicità sbagliata. Era che stava pagando per portare gente davanti a una porta che nessuno apriva.
La pubblicità moltiplica quello che hai già, anche quando è zero
Pagare per farti vedere ha senso quando la strada dopo il clic è pulita. Se il numero non è visibile, se gli orari su internet sono quelli di due anni fa, se le recensioni sono tre e vecchie, la pubblicità porta gente a sbattere contro un muro. E la fa pagare a te.
Le cinque cose che trovi qui sotto costano zero euro e qualche ora del tuo tempo. Non sono un'alternativa alla pubblicità: sono il pavimento su cui la pubblicità sta in piedi. Molte attività, dopo averle sistemate, scoprono che per un po' non serve nemmeno pagare.
La scheda Google è il tuo negozio per chi non ti conosce ancora
Quando qualcuno cerca "gommista vicino a me" o "pizzeria aperta adesso", quello che vede non è il tuo sito: è la tua scheda sulla mappa. Quella scheda è gratis e la controlli tu.
Cosa sistemare, in quest'ordine:
- Orari veri, festivi compresi. Un cliente che trova chiuso quando la mappa diceva aperto non torna e a volte lascia una recensione a una stella.
- Il telefono e il pulsante per chiamare. Sembra ovvio, ed è la cosa che manca più spesso.
- Dieci foto tue, non quelle del fornitore. Il locale, il banco, le persone che lavorano, i lavori finiti. Le foto vere fanno fermare la gente più di quelle patinate.
- L'elenco dei servizi scritto come parla il cliente. Non "manutenzione programmata" ma "tagliando", non "trattamento viso personalizzato" ma "pulizia del viso".
- Le domande e risposte. Puoi scriverle tu: parcheggio, pagamenti, se serve appuntamento. Sono le stesse cose che ti chiedono al telefono venti volte al mese.
Le recensioni non arrivano da sole: si chiedono di persona
Quasi nessun cliente contento lascia una recensione spontaneamente. Quasi tutti lo fanno se glielo chiedi nel momento giusto, che è quando ti sta ringraziando.
Il modo che funziona è il più banale: gli dai il telefono in mano con la pagina già aperta, oppure gli mandi il link diretto su WhatsApp mentre è ancora lì. Se glielo dici e basta, lo farà uno su dieci. Se gli apri la pagina, lo farà uno su tre.
Questi sono ordini di grandezza, non promesse. Ma il conto regge: se chiedi a cinque clienti al giorno per due settimane, sei passato da quattro recensioni a venticinque. E venticinque recensioni recenti cambiano il modo in cui la gente ti sceglie, molto più di 300 euro di pubblicità.
WhatsApp fa il lavoro di un centralino, gratis
Scarica WhatsApp Business e usa un numero separato da quello personale. Da lì hai tre cose che ti tolgono ore di telefono:
Il messaggio automatico di assenza, che risponde fuori orario dicendo quando richiami. Chi riceve una risposta subito, anche automatica, non scrive al tuo concorrente nei dieci minuti successivi.
Le risposte pronte, quelle frasi che scrivi trenta volte al mese: prezzi base, indirizzo, orari, tempi di consegna. Le salvi una volta e le richiami con due lettere.
Il catalogo, che ti evita di mandare foto sparse: il cliente scorre, vede prezzi e nomi, e ti scrive già sapendo cosa vuole.
Chi ti ha già pagato è la lista più preziosa che hai
L'elenco dei clienti degli ultimi tre anni è dentro il tuo registratore di cassa, nelle fatture o nella rubrica. È gente che ti conosce, si è fidata e ha pagato. Trovare qualcuno di nuovo costa dieci volte di più che far tornare uno di questi.
Facciamo un conto, sempre come ordine di grandezza. Prendi 200 clienti che non si vedono da più di un anno. Mandi un messaggio scritto a mano, uno per uno, senza sconti e senza toni da venditore: "Buongiorno signor Rossi, sono Luca del centro di Misano. Volevo solo dirle che da settembre abbiamo aperto anche il sabato mattina, se le torna utile."
Di 200, ne rispondono venti. Di quei venti, sei tornano nel mese. Se ognuno spende 60 euro, sono 360 euro entrati con due ore di messaggi. Il conto cambia se lavori su importi diversi, ma la direzione è quella: i clienti vecchi rispondono meglio di qualsiasi pubblicità nuova, e non ti costano niente.
Un modo per prenotare che non passa dal telefono
Ogni telefonata per fissare un appuntamento ti costa tre o quattro minuti e arriva sempre nel momento peggiore. Un link di prenotazione gratuito, collegato al tuo calendario, chiude quella telefonata prima che parta.
Non serve niente di complicato: metti il link sulla scheda Google, nella descrizione dei profili social e come risposta pronta su WhatsApp. Le attività che lo fanno vedono sparire un terzo delle telefonate, e sono quelle che rubavano tempo mentre avevi le mani occupate.
In pratica, oggi
- Apri la tua scheda Google e cercati come farebbe uno sconosciuto. Controlla orari, telefono e foto. Correggi quello che è vecchio: sono venti minuti e sono i venti minuti più redditizi della settimana.
- Chiedi una recensione ai prossimi tre clienti contenti. Telefono in mano, pagina già aperta. Non aspettare il momento giusto: il momento giusto è quando ti ringraziano.
- Scarica WhatsApp Business e salva cinque risposte pronte. Prezzo base, indirizzo, orari, tempi, pagamenti. Domani avrai già risparmiato mezz'ora.
Sistemate queste cinque cose, saprai anche se ti serve davvero pagare: se il telefono suona di più e i messaggi arrivano dove li vedi, hai guadagnato mesi. Se invece resta tutto fermo, allora sì, è il momento di valutare un budget — ma partendo da una base che regge.
Se vuoi una mano, raccontaci la tua attività su craftweb.it.
- strumenti gratis
- scheda google
- clienti locali
domande frequenti.
Quanto tempo serve per sistemare la scheda Google dell'attività?
Un'ora per la prima sistemata: orari, telefono, indirizzo, servizi e una decina di foto tue. Poi dieci minuti a settimana per aggiungere una foto e rispondere alle recensioni. È il lavoro con il rapporto migliore tra tempo speso e telefonate ricevute, per quasi tutte le attività con una sede fisica.
Chiedere le recensioni ai clienti è scorretto?
Chiedere è normale, purché chieda a tutti allo stesso modo e non offra niente in cambio. Quello che non va fatto è comprarle, scriverle da soli o darle in premio con uno sconto: si vede, e i clienti se ne accorgono prima delle piattaforme.
WhatsApp Business è gratis?
L'app per il telefono è gratis e ti dà catalogo, risposte pronte, etichette per i contatti e messaggio di assenza. Si paga solo se colleghi sistemi esterni che mandano messaggi in automatico, che è un passo successivo e per molte attività non serve.
Quando conviene iniziare a pagare pubblicità?
Quando chi ti trova già oggi ti contatta senza fatica: numero visibile, orari giusti, recensioni recenti, risposta entro poche ore. La pubblicità porta più gente su quello che hai. Se quello che hai perde le persone, paghi per perderne di più.
