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casi pratici ed errori

5 segnali che il tuo sito ti sta facendo perdere clienti (e come controllarli in 10 minuti)

Un sito può essere bello e far scappare la gente comunque. Cinque controlli che puoi fare col telefono in dieci minuti, con quello che tipicamente si trova rotto.

Craftweb · 25 agosto 2026 · 5 min di lettura

Un bed and breakfast di Riccione mi ha scritto in aprile: "Il sito è nuovo, l'abbiamo fatto l'anno scorso, ma non arriva mai una richiesta". L'ho aperto dal telefono, in strada, con i dati mobili. Undici secondi per vedere qualcosa. Poi la prima cosa in schermo era un video del mare, bello, senza una riga che dicesse dove fosse la struttura.

Il numero di telefono stava in fondo alla quarta pagina. Il sito non era brutto. Era solo costruito in un ordine che non aiuta chi deve prenotare.

Il punto è che il tuo sito non lo giudichi tu: lo giudica chi ha fretta. Tu apri il tuo sito dal computer dell'ufficio, con la fibra, sapendo già cos'è dove. Il cliente lo apre dal telefono, in piedi, con una barra di segnale, mentre sta facendo qualcos'altro. Ha trenta secondi di pazienza, non di più.

Per questo i controlli che contano si fanno tutti dal telefono, con i dati e non col wifi. Sono cinque, ci vogliono dieci minuti in tutto, e in genere qualcosa salta fuori.

Primo segnale: ci mette più di tre secondi ad aprirsi

Prendi il telefono, spegni il wifi, digita il nome del tuo sito e conta ad alta voce. Uno, due, tre.

Se a tre secondi vedi ancora bianco, stai perdendo persone. Non tutte, ma una fetta: chi ha fretta torna indietro e clicca il risultato successivo, che è un tuo concorrente.

Le cause quasi sempre sono due, e sono banali:

  • Foto caricate come escono dalla macchina fotografica, da tre o quattro megabyte l'una. Una pagina con dieci foto così pesa come un film.
  • Troppe aggiunte accumulate nel tempo: il riquadro delle recensioni, la mappa, la chat, il banner dei cookie, il contatore delle visite del 2019. Ognuno aggiunge mezzo secondo.

Sistemare le foto è un lavoro da un pomeriggio e spesso dimezza i tempi.

Secondo segnale: per trovare il numero devi cercarlo

Apri la prima pagina dal telefono e guarda solo quello che si vede senza scorrere. C'è il telefono? C'è un tasto per scrivere su WhatsApp?

Se la risposta è no, ogni giorno qualcuno esce senza chiamarti. Non perché non ti voleva chiamare: perché non ha trovato il numero entro dieci secondi e ha pensato "poi lo cerco" — che è il modo educato di dire mai.

Regola secca: numero di telefono visibile senza scorrere, su ogni pagina, cliccabile per chiamare. Sul telefono uno tocca il numero e parte la chiamata. Se deve copiarlo a mano, non lo fa.

Terzo segnale: dalla prima schermata non si capisce cosa fai e dove sei

Questo è il più frequente e il più sottovalutato. Sulle prime righe c'è una frase tipo "Esperienza, qualità e passione dal 1994". Non dice niente.

Chi arriva sul tuo sito da una ricerca ha tre domande, in questo ordine: che cosa fanno, dove sono, quanto costa più o meno. Le prime due devono avere risposta nella prima schermata, senza scorrere.

Fai la prova più severa che esista: mostra il tuo sito a una persona che non sa cosa fai, per cinque secondi, poi coprilo e chiedile che lavoro fai e in che città. Se non lo sa dire, il problema è lì, non nella grafica.

Quarto segnale: il modulo di contatto non arriva a nessuno

Questo è quello che fa più danni, perché non te ne accorgi: dal tuo lato sembra tutto normale. Il cliente scrive, vede "messaggio inviato", e il messaggio si perde.

Succede più spesso di quanto sembri. I motivi tipici: l'email a cui arrivano i messaggi è quella di un ex collaboratore, oppure i messaggi finiscono nella posta indesiderata, oppure chi ha fatto il sito ha usato un servizio di invio che nel frattempo è scaduto.

Prova adesso: manda un messaggio dal tuo modulo, con un testo riconoscibile, e guarda se arriva entro cinque minuti. Controlla anche lo spam. Un B&B che scopre un modulo rotto scopre in genere anche un anno di richieste andate perse.

Quinto segnale: ci sono informazioni vecchie in vista

Orari dell'anno scorso. Un listino superato. Una persona che non lavora più con te. Un annuncio di un evento del 2024 ancora in prima pagina.

Chi legge non pensa "il sito è vecchio". Pensa "chissà se sono ancora aperti". Ed è una domanda che non gli conviene rischiare: ci sono altri tre risultati nella ricerca.

Il conto di quanto può costare, in numeri tuoi

Ordini di grandezza, non promesse. Ma il conto conviene farlo con i tuoi importi, perché è quello che decide se vale la pena occuparsene questa settimana o il prossimo anno.

Mettiamo che il tuo sito riceva 400 visite al mese — una cifra normale per un'attività locale. Tre persone su cento arrivano a contattarti: 12 richieste al mese.

Ora mettiamo che tra lentezza, numero nascosto e modulo rotto tu stia perdendo un terzo di quelle persone prima che facciano qualcosa. Sono 4 richieste al mese che non vedi. Se una su tre diventa un cliente e il cliente medio da te vale 300 euro, fa circa 400 euro al mese. Per un B&B con soggiorni da 600 euro il conto è diverso, e peggiore.

Il tempo per i cinque controlli: dieci minuti. Il tempo per le correzioni: in genere mezza giornata di lavoro, non un sito nuovo.

In pratica, oggi

  1. Apri il sito dal telefono con i dati mobili e conta i secondi. Segna il numero: è il primo indizio, e ti serve per capire se dopo le correzioni è migliorato.
  2. Mandati un messaggio dal tuo modulo di contatto e aspetta cinque minuti, controllando anche lo spam. È il controllo che scopre i danni più grossi.
  3. Fai vedere la prima schermata a qualcuno per cinque secondi e chiedigli che lavoro fai e dove. Se non lo sa dire, hai trovato la prima cosa da riscrivere.

Quasi nessuno perde clienti per colpa della grafica. Si perdono per i secondi di attesa, per il numero nascosto e per i moduli che non arrivano: cose che si controllano in dieci minuti e si sistemano in mezza giornata.

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domande frequenti.

Come capisco se il mio sito è troppo lento?

Aprilo dal telefono con i dati mobili, non dal wifi di casa, e conta i secondi fino a quando leggi qualcosa. Oltre i tre secondi stai già perdendo persone, oltre i cinque ne perdi molte. Le cause più frequenti sono foto caricate a dimensione piena e troppi programmi aggiunti al sito nel tempo.

Devo rifare il sito da zero o si può sistemare?

Nella maggior parte dei casi si sistema. Rifare ha senso se il sito non si adatta al telefono, se non riesci più a modificarlo da solo o se è costruito con una tecnologia che nessuno aggiorna più. Se i problemi sono foto pesanti, testi confusi e un modulo rotto, si correggono senza ricominciare.

Il modulo di contatto funziona ma non ricevo mai niente. È normale?

È un guasto frequente. Spesso i messaggi partono ma finiscono nella posta indesiderata, o vengono inviati a un indirizzo email che non usi più. Fai una prova mandandoti un messaggio da un telefono e controlla anche la cartella dello spam.

Quanto spesso va aggiornato un sito?

I contenuti che invecchiano — orari, prezzi, chi lavora con te, ultimi lavori — vanno guardati due volte l'anno. Gli aggiornamenti tecnici, se il sito è fatto con WordPress o simili, vanno fatti ogni mese o due, altrimenti diventa lento e a rischio.

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