casi pratici ed errori
come scegliere un'agenzia senza farti fregare: 7 domande da fare prima di firmare
Sette domande da fare a chi vuole gestirti sito, social o pubblicità. Se una risposta è vaga, sai già cosa succederà tra sei mesi.
Craftweb · 27 agosto 2026 · 6 min di lettura
Un negozio di biciclette di Bellaria ha firmato tre anni fa un contratto da 490 euro al mese per "gestione completa della presenza online". Dopo quattordici mesi il titolare ha chiesto di chiudere. Gli hanno risposto che il rinnovo era automatico e che il dominio era intestato a loro.
Ha pagato altri sei mesi e alla fine ha rifatto il sito con un nome diverso, perché il vecchio indirizzo non gliel'hanno restituito. Non era una truffa: era un contratto che lui non aveva letto e domande che non aveva fatto.
Il problema non sono le agenzie disoneste, sono le cose non dette
Le agenzie che fregano la gente in modo consapevole sono una minoranza. Il danno grosso lo fanno le cose lasciate vaghe, in buona fede da entrambe le parti: tu non sai cosa chiedere, chi vende non ha interesse a specificare, e il malinteso salta fuori al sesto mese.
Queste sette domande servono a togliere il vago. Fanne una lista, mandala per email prima dell'incontro, e leggi le risposte. Non conta solo cosa rispondono: conta se rispondono con numeri o con aggettivi.
Prima di tutto: di chi sono sito e account, e chi ci lavora davvero
1. "Gli account sono intestati a me o a voi?" Questa è la prima e la più importante. Riguarda il dominio, lo spazio dove sta il sito, i profili social, la scheda su Google Maps e l'account pubblicitario.
La risposta giusta: tutto intestato alla tua azienda, con la tua email come proprietario, l'agenzia aggiunta come collaboratore. Se un domani cambi fornitore, tolgi l'accesso e resta tutto tuo.
La risposta che deve preoccuparti: "ce ne occupiamo noi, non ti devi pensare a niente". Detto in buona fede, ma significa che il giorno dell'addio ricominci da zero: sito, storico della pubblicità, recensioni collegate alla scheda.
Chiedi anche di vedere, durante l'incontro, che tu sei effettivamente il proprietario. Due minuti, e chiude la questione per anni.
2. "Cosa consegnate ogni mese, esattamente, in numeri?" "Gestione dei social" non è una consegna. Quattro reel, dodici storie e un giro di risposte ai messaggi entro 24 ore lo è.
Chiedi un elenco scritto con quantità:
- Quanti video, quante foto, quanti testi al mese.
- Chi li gira e dove: vengono da te a riprendere o lavorano su materiale che mandi tu?
- Chi risponde ai messaggi e ai commenti, e in quanto tempo.
- Quante ore di modifiche al sito sono comprese.
- Cosa succede se un mese non consegnano quel numero.
Questo elenco è il contratto vero. Se non esiste, tra tre mesi discuterete su cosa era compreso.
3. "Chi ci lavora, di persona?" Domanda semplice e rivelatrice. Ti presentano una squadra di dieci persone nell'incontro e poi il tuo lavoro lo fa uno stagista che cambia ogni quattro mesi.
Chiedi: chi è la persona che gira i video? Chi scrive i testi? Chi risponde se ho un problema il venerdì pomeriggio? Vorrei parlare con loro adesso.
Non c'è niente di male se è un'agenzia piccola o se una parte è affidata a esterni. Il male è non saperlo.
Fatti mostrare i numeri veri, non i tre casi migliori
4. "Fatemi vedere due lavori fatti per attività come la mia." Non la vetrina scelta, con i tre casi migliori. Due lavori per aziende della tua dimensione e del tuo settore, con i numeri di prima e dopo, e il permesso di chiamare quei clienti.
Una cosa che aiuta molto: chiedi anche un lavoro andato male e cosa hanno imparato. Chi ha lavorato per dieci anni ne ha almeno tre. Chi risponde che non è mai andato male niente ti sta dicendo che ha pochi clienti o che non guarda i risultati.
5. "Come misuriamo se sta funzionando, e ogni quanto ne parliamo?" Qui si separano le cose serie dal fumo. La misura giusta non è quanti seguaci hai in più: è quante persone ti contattano, quanti preventivi chiedi, quanti clienti entrano.
Mettete per iscritto, prima di partire, tre cose:
- I due o tre numeri che guardate. Per una bottega: telefonate ricevute, messaggi in privato, persone che chiedono un preventivo.
- Da quanto partiamo oggi. Se non lo sapete, il primo mese serve a misurarlo, e va detto.
- Ogni quanto ci sediamo a guardarli: ogni mese va bene, ogni tre è il minimo.
Se qualcuno ti promette un numero preciso di clienti in un tempo preciso, diffida: nessuno può garantirlo, e chi lo fa sta vendendo una cosa che non controlla.
Come si esce dal contratto, e cosa devi mettere tu
6. "Quanto dura, come si esce, cosa mi porto via?" Sono le tre righe del contratto che decidono tutto. Fatti dire, e leggere:
- Durata e rinnovo. Rinnovo automatico o no? Con quanti giorni di preavviso si disdice? Un preavviso di sei mesi su un contratto annuale è una gabbia.
- Cosa succede all'uscita. Chi ti consegna i file originali dei video, i testi, le foto, l'accesso al sito? Chiedi che sia scritto: "alla fine del rapporto il cliente riceve i file di lavorazione".
- I primi mesi. C'è un periodo di prova, o firmi per dodici mesi prima di sapere come lavorano? Tre mesi di prova è una richiesta ragionevole.
7. "Cosa serve da parte mia?" Questa la fai per te, e ti risparmia il fallimento più comune. Un lavoro digitale non va avanti se l'attività non dà niente: mezz'ora al mese per approvare, l'accesso al locale per riprendere, una persona che risponda alle domande, i prezzi aggiornati.
Chi ti dice "non devi fare niente" ti sta rassicurando adesso e preparando un litigio dopo. La risposta buona suona così: "ci serve un'ora al mese tua, mezza giornata di riprese ogni due mesi, e che qualcuno ci risponda entro due giorni quando chiediamo un dato".
Un conto per capire cosa ti puoi permettere
Ordini di grandezza, non promesse. Ma è il conto che ti dice se la cifra ha senso prima di guardare le persone.
Mettiamo un canone da 400 euro al mese: 4.800 euro l'anno. Se da te il cliente medio vale 250 euro l'anno, quel canone si ripaga con circa 20 clienti nuovi l'anno, cioè meno di due al mese. Sembra raggiungibile.
Se il cliente medio vale 60 euro, servono 80 clienti nuovi l'anno: sette al mese, e per un negozio piccolo è tanto. Non vuol dire che non si può: vuol dire che quel numero va detto ad alta voce prima di firmare, non scoperto a novembre.
Fatti questo conto con i tuoi importi e portalo all'incontro. Cambia completamente il tono della conversazione, e di solito in meglio.
In pratica, oggi
- Controlla adesso a nome di chi è il tuo dominio. Basta cercare "whois" e il nome del tuo sito. Se non c'è scritta la tua azienda, è la prima cosa da sistemare.
- Copia le sette domande in una email e mandala a chi ti ha fatto la proposta, chiedendo risposta scritta. Come rispondono ti dice quasi tutto.
- Fai il conto di quanti clienti nuovi servono per ripagare il canone. Un numero, su un foglio. Portalo al prossimo incontro.
Non serve diventare esperto di digitale per non farti fregare. Servono sette domande fatte prima, e la disponibilità a diffidare di chi risponde con aggettivi invece che con numeri.
Se vuoi una mano, raccontaci la tua attività su craftweb.it.
- scegliere agenzia
- contratti
- errori da evitare
- digitale per PMI
domande frequenti.
Di chi devono essere gli account pubblicitari e il sito?
Tuoi, sempre, intestati alla tua azienda, con te come proprietario e l'agenzia come collaboratore. Vale per il dominio, lo spazio dove sta il sito, i profili social, la scheda su Google e gli account della pubblicità. Se sono intestati all'agenzia, il giorno che cambi fornitore riparti da zero.
Un canone mensile è sempre meglio di un lavoro a progetto?
Il canone ha senso quando c'è un lavoro continuo da fare: video ogni mese, pubblicità da seguire, contenuti da pubblicare. Per un sito da costruire una volta, un progetto a prezzo chiuso più una manutenzione a parte è più onesto. Il canone diventa un problema quando nessuno sa dire cosa comprende.
Come capisco se i risultati che mi mostrano sono veri?
Chiedi di vedere i numeri dentro gli strumenti, condividendo lo schermo, non in un documento riassuntivo. E chiedi due referenze di clienti nel tuo settore che puoi chiamare tu. Chi lavora bene non ha problemi con nessuna delle due richieste.
Quanto dovrei spendere come piccola attività?
Dipende dal mestiere, ma un riferimento prudente è tra il due e il cinque per cento del fatturato l'anno per tutta la parte digitale. La domanda più utile non è quanto spendere, ma in quanti mesi quella spesa dovrebbe ripagarsi e come lo verificate insieme.
per approfondire.
altri articoli.
le foto della tua attività hanno cinque anni: 6 errori che ti fanno perdere clienti prima che entrino
28 settembre 2026
hai affidato i social a chi ha più tempo: 5 errori che ti costano clienti
26 settembre 2026
chiusa la stagione, non spegnere tutto: 5 errori che ti fanno ripartire da zero a marzo
24 settembre 2026
