casi pratici ed errori
prima di rifare il sito, controlla queste 5 cose (spesso il problema è un altro)
Rifare il sito costa migliaia di euro e spesso non serve. Qui trovi i cinque controlli da fare prima, e come capire se il problema è il sito o qualcosa che nessuno ha guardato.
Craftweb · 31 agosto 2026 · 6 min di lettura
Un'impresa di infissi di Morciano mi ha chiamato per rifare il sito. Motivo: "non arriva niente dal sito". Il preventivo che avevano in mano era di 3.800 euro.
Abbiamo guardato le statistiche prima di dire sì. Il sito riceveva 340 visite al mese, che per un'attività di quella dimensione non sono poche. Il modulo dei contatti, però, mandava le richieste a una casella di posta di un dipendente che non c'era più da due anni. Nessuno le aveva mai lette.
Il problema non era il sito. Era una riga di impostazioni, sistemata in dieci minuti.
Controllo 1: quanta gente arriva sul sito, e da dove
Prima di decidere qualsiasi cosa ti serve un numero: quante visite al mese. Senza quello stai indovinando.
Se hai un programma di statistiche installato, guarda tre dati: visite al mese, da dove arrivano (Google, social, gente che scrive direttamente l'indirizzo) e quali pagine vengono viste più delle altre.
E qui si apre subito il bivio:
- Pochissime visite, meno di 50 al mese. Il sito non ha un problema di aspetto: non lo trova nessuno. Rifarlo più bello non cambierà niente. Il lavoro sta sulle pagine che rispondono alle ricerche e sulla scheda Google.
- Visite normali, ma nessuna richiesta. Il problema è in mezzo: la pagina non convince o il contatto non funziona. Sono le due cose più economiche da sistemare di tutto il sito.
Controlli 2 e 3: quanto ci mette a caricare sul telefono, e se si capisce cosa fai
Prendi il tuo telefono, spegni il wifi, apri il sito e conta i secondi ad alta voce.
Otto persone su dieci arrivano sul tuo sito dal telefono, spesso fuori casa, con una linea mediocre. Se il sito ci mette più di tre secondi, una parte di quelle persone se ne va prima di vedere qualsiasi cosa. Non serve rifare il sito per aggiustarlo: nella maggioranza dei casi la colpa è delle foto, caricate a piena dimensione senza essere alleggerite. È un lavoro da mezza giornata su un sito esistente, costa poche centinaia di euro e a volte cambia più di un sito nuovo.
Passata la prova dei secondi, c'è la prova dei cinque secondi. Fatti aiutare da una persona che non lavora con te: aprile il sito sul telefono, lascia cinque secondi, poi copri lo schermo e chiedi cosa vende questa azienda, e dove.
Se non sa rispondere, hai trovato il problema più comune di tutti. Nella prima schermata devono esserci, senza scorrere: cosa fai, per chi, in che zona, e come ti si contatta. Non uno slogan, non una foto grande con tre parole poetiche.
Anche qui: sono testi, non struttura. Riscrivere la prima schermata e le tre pagine principali costa una frazione di un sito nuovo.
Controllo 4: il telefono e il modulo funzionano davvero
Questo è il controllo che ho visto fallire più spesso, e costa zero.
- Apri il sito dal telefono e tocca il numero di telefono. Deve partire la chiamata. Se il numero è scritto dentro un'immagine, non funziona.
- Compila il modulo dei contatti con una richiesta finta e manda. Poi controlla dove arriva: quale casella, e se la legge qualcuno oggi. Controlla anche la cartella dello spam.
- Se hai un pulsante WhatsApp, toccalo e verifica che apra la chat sul numero giusto.
- Controlla se il sito dice gli orari e l'indirizzo, e se sono quelli veri.
Sembrano banalità. Sono la causa di una buona parte dei "dal sito non arriva niente".
Controllo 5: la scheda Google, che spesso è il vero problema
Per un'attività locale la scheda Google — quella che compare a destra quando cerchi il tuo nome, con orari, telefono e recensioni — riceve spesso più visite del sito. Molta gente non arriva nemmeno al sito: guarda la scheda, chiama, e finisce lì.
Controlla: orari giusti, compresi i giorni di chiusura e le ferie; categoria giusta; foto recenti e non tre immagini del 2018; risposte alle recensioni, anche a quelle buone; e la sezione delle domande, che puoi compilare tu.
Una scheda messa a posto porta risultati in poche settimane, e non costa niente oltre al tempo. Un sito nuovo con una scheda abbandonata alle spalle è soldi spesi male.
Il conto, in euro e in settimane
Ordini di grandezza, non promesse, ma il confronto rende l'idea.
Sistemare quello che c'è: alleggerire le foto e velocizzare il sito, 300-700 euro. Riscrivere prima schermata e tre pagine, 400-900 euro. Riparare i contatti, quasi zero. Rimettere in ordine la scheda Google, mezza giornata. Totale sotto i 1.500 euro, in due o tre settimane.
Rifare il sito: 1.800-4.500 euro per un sito vetrina curato, più due o tre mesi tra testi, foto e revisioni. Nel frattempo il sito vecchio resta lì.
Su un'attività che riceve 340 visite al mese, se le richieste passano da zero a quattro al mese perché ora i messaggi arrivano davvero, e un lavoro medio vale 2.500 euro, non c'è paragone tra le due strade.
Quando invece rifarlo è la cosa giusta
Per onestà: a volte serve davvero, e in questi casi rimandare costa più che spendere.
- Il programma su cui è costruito non si aggiorna più da anni, e il sito è a rischio di essere bucato.
- Dal telefono è inutilizzabile: bisogna allargare con le dita per leggere.
- Non si può modificare niente senza chiamare qualcuno e pagarlo ogni volta.
- L'attività è cambiata: vendi altro, lavori in un'altra zona, il sito racconta un mestiere che non fai più.
- Non hai accesso a niente e nessuno controlla dominio, hosting e testi.
Se rientri in uno di questi casi, rifarlo non è una spesa rimandabile. Ma fai comunque i cinque controlli prima: ti serviranno per dire a chi lo rifà cosa deve funzionare, invece di ripartire da zero con le stesse cose rotte.
In pratica, oggi
- Apri il tuo sito dal telefono senza wifi e conta i secondi. Poi tocca il numero e verifica che parta la chiamata: due minuti, e hai già due risposte importanti.
- Manda una richiesta finta dal modulo dei contatti e verifica in quale casella arriva e chi la legge. Se non arriva da nessuna parte, hai trovato il problema e non era il sito.
- Chiedi a chi ti gestisce il sito quante visite ha avuto negli ultimi tre mesi. Se nessuno lo sa, la prima spesa da fare è un programma di statistiche, non un sito nuovo.
Un sito nuovo è una spesa che a volte va fatta, ma è quasi sempre l'ultima della lista, non la prima. Mezza giornata di controlli ti dice se stai per comprare la cosa giusta o se stai per pagare quattromila euro per un problema che sta da un'altra parte.
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domande frequenti.
Come faccio a sapere quante visite ha il mio sito?
Se sul sito c'è installato un programma di statistiche, i dati sono già lì e basta farsi dare l'accesso da chi te lo gestisce. Se non c'è niente, si installa in mezz'ora e dopo due settimane hai i primi numeri. Senza questo dato qualsiasi decisione sul sito è a occhio, e un sito nuovo costa troppo per deciderlo a occhio.
Ogni quanti anni va rifatto un sito?
Non esiste una scadenza. Un sito che carica veloce, si legge bene dal telefono e dice le cose giuste può durare sei o sette anni con qualche aggiornamento. Un sito va rifatto quando il programma su cui è costruito non si aggiorna più, quando dal telefono è inutilizzabile, o quando l'attività è cambiata e il sito racconta un lavoro che non fai più.
Il mio sito non compare su Google: devo rifarlo?
Quasi mai è la causa. Nella maggior parte dei casi il sito è visibile ma non ha pagine che rispondono alle ricerche che fa la gente, oppure la scheda Google dell'attività è incompleta e assorbe tutte le ricerche locali. Prima di rifare tutto, verifica che il sito sia indicizzato cercando il tuo indirizzo su Google e controlla la scheda: sono due cose da un'ora.
Quanto costa un sito nuovo per una piccola attività?
Per un sito vetrina di sei o otto pagine, scritto e curato, l'ordine di grandezza in zona sta tra i 1.800 e i 4.500 euro, più il costo annuale di dominio e hosting. Chi offre cifre molto più basse di solito usa un modello già fatto e non scrive i testi, che sono la parte che fa la differenza. Chi chiede molto di più deve spiegarti esattamente cosa stai comprando in più.
per approfondire.
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