casi pratici ed errori
ti cercano su Google e trovano gli orari sbagliati: 6 controlli sulla scheda della tua attività
La scheda su Google è la prima cosa che vede chi ti cerca, e quasi sempre è piena di errori vecchi. Sei controlli da fare in venti minuti, oggi.
Craftweb · 11 settembre 2026 · 5 min di lettura
Un panificio di Borgo Maggiore ha perso i clienti del lunedì per otto mesi. Non per il pane: perché su Google la scheda diceva "lunedì chiuso", scritto quando era così, due anni prima.
Il titolare l'ha scoperto per caso, da una signora che gli ha detto "ci ho provato tre volte, era sempre chiuso di lunedì".
Gli orari sbagliati non ti fanno perdere una visita, te ne fanno perdere dieci
La scheda della tua attività su Google è quasi sempre la prima cosa che vede chi ti cerca. Non il sito, non Instagram: quel rettangolo con nome, stelle, orari, telefono e indicazioni.
Chi lo legge decide in pochi secondi. E qui c'è il punto: se la scheda dice una cosa sbagliata, la persona non ti chiama per verificare. Prende la prossima della lista. Tu non ricevi nemmeno la telefonata che ti avrebbe fatto scoprire l'errore, quindi l'errore resta lì per mesi.
Sei controlli, venti minuti, dal telefono. Vanno fatti oggi e poi rifatti due volte l'anno.
Controlli 1 e 2: orari, feste, e il segnaposto sulla mappa
Gli orari, riga per riga. Non a colpo d'occhio: leggi i sette giorni. Poi guarda gli orari speciali per le festività, che sono una sezione a parte e quasi nessuno la compila: Natale, Capodanno, il periodo di chiusura estivo, le feste locali. Quando manca, Google mostra l'orario normale e chi si presenta trova chiuso — ed è il tipo di cliente che non torna.
Il segnaposto sulla mappa. Tocca "indicazioni" e guarda dove ti porta. Sembra una sciocchezza e invece il pin fuori posto è comunissimo, soprattutto in zona artigianale e nei palazzi con più attività. Se il navigatore porta la gente sul retro di un capannone, la colpa te la prendi tu. Se sei difficile da trovare, aggiungi una nota nella descrizione: "ingresso dal cortile, cancello verde".
Controlli 3 e 4: la categoria e le foto
La categoria principale. È la cosa che decide per quali ricerche compari, e quasi sempre è troppo generica. "Negozio" invece di "panificio". "Officina" invece di "gommista". Metti la categoria più precisa che descrive quello che ti fa guadagnare di più, e aggiungi quelle secondarie per il resto. È il cambio singolo che di solito porta più visite.
Le foto, e la loro data. Guarda quando hai caricato l'ultima. Se è di tre anni fa, chi ti cerca vede un locale che non esiste più. Servono poche foto ma recenti: l'ingresso come si vede dalla strada, l'interno, due o tre prodotti o lavori finiti, e la tua faccia o quella di chi c'è al banco. Caricane due o tre al mese e non pensarci più.
Controlli 5 e 6: le recensioni senza risposta e la scheda doppia
Le recensioni. Non conta solo il voto: conta se rispondi. Scorri le ultime e guarda quante sono rimaste senza una riga tua. Rispondere a tutte quelle con testo è mezz'ora una volta, poi cinque minuti a settimana. Sulle negative: rispondi calmo, senza giustificarti troppo, dicendo cosa fai per rimediare. Chi legge non guarda la recensione, guarda te.
La scheda doppia. Cerca il nome della tua attività e guarda se compare più di una volta. Le schede doppie nascono da un trasloco, da un cambio di nome o da un vecchio collaboratore che ne aveva creata una. Vanno unite, tenendo quella più vecchia e con più recensioni. Finché sono due, metà delle persone vede quella sbagliata.
Un conto veloce (ordini di grandezza, non promesse)
Questi numeri cambiano molto secondo il mestiere e la zona: servono solo a dare un'idea del peso.
Il panificio aveva circa 900 visualizzazioni della scheda al mese. Il lunedì è uno dei sette giorni: se anche solo il 5% di quelle persone stava cercando il lunedì e ha letto "chiuso", sono circa 45 persone al mese che non sono entrate. Con uno scontrino medio da 9 euro fanno circa 400 euro al mese, per otto mesi.
Nessuno può dire che sarebbero entrate tutte. Ma anche prendendo un terzo del conto, l'errore di una riga è costato più di mille euro. E la correzione ha richiesto due minuti.
Dopo aver sistemato tutti i sei punti — categoria compresa — le visualizzazioni della scheda sono passate in tre mesi da 900 a circa 1.400 al mese, e le richieste di indicazioni sono quasi raddoppiate. Non è una regola: è quello che succede spesso quando la categoria era sbagliata.
Ogni quanto rifare il giro
Due volte l'anno basta, più tre occasioni fisse.
- Prima delle festività e prima della chiusura estiva, per compilare gli orari speciali.
- Ogni volta che cambi qualcosa di vero: numero, indirizzo, servizi, orario, nome.
- Ogni volta che rifai il sito, perché il collegamento nella scheda resta quasi sempre quello vecchio e porta a una pagina che non esiste più.
Le due revisioni fisse mettile a gennaio e a settembre, e in quella mezz'ora carica anche tre foto nuove.
Segnatelo sul calendario, altrimenti passa un anno. È la mezz'ora meglio spesa di tutte, perché lavora su persone che ti stanno già cercando per nome.
In pratica, oggi
- Cerca la tua attività su Google dal telefono e leggi i sette giorni di orario. Uno per uno, non a colpo d'occhio. Poi apri gli orari per le festività e compila quelli che sai già.
- Tocca "indicazioni" e guarda dove ti porta. Se il pin è fuori posto, spostalo adesso e aggiungi una riga su come si entra.
- Rispondi alle ultime cinque recensioni con testo. Due righe a testa, anche a quelle vecchie. Chi legge guarda come rispondi, non cosa ti hanno scritto.
La scheda Google è l'unica cosa che lavora anche quando non pubblichi niente, e l'unica che può respingere clienti senza che tu lo sappia. Venti minuti oggi, due volte l'anno, e smetti di perdere persone che ti stavano cercando.
Se vuoi una mano, raccontaci la tua attività su craftweb.it.
- scheda attività
- errori
- farsi trovare
domande frequenti.
Quanto ci vuole perché una modifica alla scheda si veda?
Gli orari e il telefono in genere si aggiornano in poche ore. Il nome, la categoria e l'indirizzo possono richiedere qualche giorno perché passano da un controllo. Se dopo una settimana non si vede niente, rifai la modifica: a volte viene scartata senza avvisarti.
Devo rispondere a tutte le recensioni, anche a quelle senza testo?
A quelle con testo sì, sempre, anche solo con due righe. Alle stelle senza commento puoi rispondere con un ringraziamento breve. Chi legge guarda soprattutto come rispondi a quelle negative: una risposta calma vale più di dieci recensioni entusiaste.
Conviene chiedere le recensioni ai clienti?
Sì, chiedendole a voce nel momento in cui il cliente è contento, e mandando il link diretto. Non offrire nulla in cambio: è vietato e si vede. Due o tre recensioni nuove al mese, costanti, valgono più di venti tutte nella stessa settimana.
Ho due schede con lo stesso nome, cosa faccio?
Vanno unite, tenendo quella con più recensioni e più anzianità. Finché restano due, Google divide le informazioni e a volte mostra quella sbagliata, con orari e numeri vecchi. È una delle cose che fa perdere più clienti senza che tu lo sappia.
per approfondire.
altri articoli.
le foto della tua attività hanno cinque anni: 6 errori che ti fanno perdere clienti prima che entrino
28 settembre 2026
hai affidato i social a chi ha più tempo: 5 errori che ti costano clienti
26 settembre 2026
chiusa la stagione, non spegnere tutto: 5 errori che ti fanno ripartire da zero a marzo
24 settembre 2026
