casi pratici ed errori
il sito è fermo da tre mesi e aspetta te: le 6 cose da preparare prima di partire
Quasi tutti i siti in ritardo aspettano testi, foto e una decisione che possono arrivare solo dal titolare. Ecco le sei cose da mettere insieme, e come farlo in un pomeriggio.
Craftweb · 15 settembre 2026 · 5 min di lettura
Un'azienda di serramenti di Faetano ha firmato un preventivo per il sito a maggio. A settembre il sito era ancora fermo, e nella cartella condivisa c'erano tre foto e un file vuoto chiamato "testi". Il titolare era convinto che il ritardo fosse dell'agenzia.
L'agenzia aspettava da giugno le stesse quattro cose. Nessuna delle due parti aveva mai messo per iscritto che cosa mancava.
Il sito non è in ritardo per colpa di chi lo fa
Il lavoro tecnico di un sito piccolo si fa in una o due settimane. Quello che allunga i tempi è sempre il materiale che deve arrivare da dentro l'azienda: cosa fai, come lo dici, che foto hai, quanto costa, chi decide.
Sono cose che nessuno da fuori può inventare. Chi le inventa produce un sito che parla come tutti gli altri siti del tuo mestiere, e a quel punto il sito non serve a niente.
Quindi la cosa utile da sapere prima di iniziare è una sola: il pezzo lento del lavoro è tuo, e va preparato prima, non durante. Un pomeriggio speso adesso vale tre mesi di ping pong dopo.
Le sei cose che servono, e perché solo tu le hai
Questa è la lista. Preparala e il sito va online in tre settimane invece di sei mesi.
- I servizi scritti come li spieghi al telefono. Per ognuno: cosa fai, per chi, in che zona lavori e cosa non fai. Quella quarta riga è la più preziosa: dire "non montiamo su edifici sopra i tre piani" toglie dieci telefonate inutili al mese.
- Le foto dei lavori veri. Otto o dieci lavori tuoi, tre foto per lavoro, meglio se con il prima e il dopo. Non serve che siano belle, serve che siano tue: le immagini prese dai cataloghi si riconoscono e non convincono nessuno.
- Un riferimento di prezzo. Una fascia, un prezzo di partenza, o l'elenco delle cose da cui dipende il preventivo. Serve a te più che al cliente, perché filtra le richieste fuori portata.
- I dati esatti, controllati una volta sola. Indirizzo, orari veri compresi quelli di chiusura, telefono che risponde, mail che leggi, dati fiscali completi. Sembra banale: è la cosa che più spesso torna indietro sbagliata.
- Le domande che ti fanno sempre. Dieci, con la risposta come la dai di persona. Diventano una pagina che lavora da sola e ti fa risparmiare telefonate.
- Una persona che decide e una data. Chi approva testi e grafica, e entro quando. Se decidono in tre, non decide nessuno.
Come si scrivono i testi senza mettersi a scrivere
Il file chiamato "testi" resta vuoto perché scrivere è un mestiere e non è il tuo. La via che funziona è un'altra: non scrivere, parla.
Prendi il telefono, apri il registratore, e per ogni servizio racconta a voce quello che diresti a un cliente che ti chiama per la prima volta. Tre minuti per servizio, senza fermarti, anche con le ripetizioni.
Cinque servizi fanno quindici minuti di audio. Quell'audio si trasforma in testo con una qualsiasi app di trascrizione, e il testo si sistema. Il risultato è molto migliore di quello che avresti scritto, perché è come parli davvero.
Due cose da dire nell'audio e che quasi nessuno dice:
- Perché un cliente dovrebbe scegliere te invece di quello a due chilometri. Anche se la risposta è "perché rispondo al telefono", va detta.
- Un lavoro andato male e come lo hai risolto. È il pezzo di testo che convince di più, e nessun sito lo ha.
Le foto: due ore di telefono valgono più di un fotografo bravo
Per le foto dei lavori vale la regola opposta a quella dell'estetica. Devono sembrare vere, perché il cliente sta cercando di capire se sei uno che lavora bene, non se hai un buon fotografo.
Come farle, in pratica: di giorno, con la luce naturale, senza flash. Soggetto pulito e ordinato. Una foto d'insieme, una da vicino sul dettaglio che mostra la qualità, una del contesto. Se hai il prima, anche brutto, anche sfocato, tienilo: il confronto vale più della singola foto perfetta.
E chiedi il permesso al cliente se si riconosce la casa o il locale. Una riga via messaggio basta, e ti evita problemi dopo.
Un fotografo ha senso per due o tre immagini principali, quelle grosse in cima alle pagine. Per le venti foto di lavori, no: costerebbe più del sito.
Il pezzo che manca sempre: chi decide, entro quando
Nei progetti che si bloccano, quasi sempre manca questo. I testi vengono mandati al titolare, che li gira al figlio, che li gira al tecnico, e dopo tre settimane nessuno ha risposto perché ognuno aspetta l'altro.
Due righe risolvono: una persona sola approva, e ha sette giorni per farlo. Se non risponde in sette giorni, si va avanti con quello che c'è e si corregge dopo la pubblicazione.
Sembra brusco, ma è il contrario: è la cosa che permette di pubblicare. Un sito online si corregge in dieci minuti. Un sito in attesa di approvazione non si corregge mai, perché non esiste.
Quanto costa un sito fermo
Questi sono ordini di grandezza, non promesse, e dipendono tutto dal tuo mestiere. Ma il conto è semplice e lo puoi fare con i tuoi numeri.
Mettiamo un sito da 3.000 euro, pagato in parte, fermo da tre mesi. Il costo visibile è zero: non paghi niente in più per l'attesa. Il costo vero è quello che il sito avrebbe fatto in quei tre mesi.
Se una volta online porta due richieste al mese, e una su tre diventa un lavoro da 2.500 euro, sono circa 1.600 euro di lavoro al mese. Tre mesi di fermo sono attorno ai 5.000 euro di lavori mai arrivati: più del sito stesso.
E c'è un secondo costo che si dimentica: chi ti ha cercato in quei tre mesi e non ti ha trovato ha trovato un concorrente, e adesso è suo cliente.
In pratica, oggi
- Registra tre vocali da tre minuti, uno per ogni servizio principale, raccontando come lo spieghi al telefono. È il pezzo che blocca il novanta per cento dei siti.
- Scegli sei lavori finiti e cerca le foto che hai già. Anche nelle chat con i clienti. Metti tutto in una cartella e mandala a chi fa il sito.
- Scrivi su una mail chi approva e entro quanti giorni. Una persona, sette giorni. Mandala anche a chi ci lavora, così vale per tutti.
Il sito non parte quando il preventivo è firmato: parte quando arrivano le sei cose che solo tu puoi dare. Un pomeriggio adesso, e poi lascialo andare online anche imperfetto.
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- testi
domande frequenti.
Non posso far scrivere i testi a chi fa il sito?
La forma sì, il contenuto no. Nessuno da fuori sa cosa ti chiedono i clienti, cosa fai diversamente dagli altri o quali lavori non prendi. Il modo che funziona è che tu racconti a voce o registri un vocale, e chi scrive lo sistemi. Venti minuti di racconto tuo valgono più di due giorni di scrittura a vuoto.
Devo mettere i prezzi sul sito?
Non sei obbligato, ma devi dire qualcosa. Una fascia, un prezzo di partenza, o almeno da cosa dipende il preventivo. Chi non trova nessun riferimento in genere non chiama: pensa che sia troppo caro o che tu non voglia dirlo. Anche una riga come «i lavori più semplici partono da tot» taglia via le richieste che non ti interessano.
Le foto fatte con il telefono bastano?
Per la maggior parte delle attività locali sì, e spesso funzionano meglio di quelle patinate perché sembrano vere. Servono due cose: luce buona, quindi di giorno, e il soggetto pulito e in ordine. Un fotografo ha senso per alcune foto principali, non per le venti immagini di lavori che ti servono.
Il sito è fermo da mesi: conviene ripartire da zero o continuare?
Nella maggior parte dei casi conviene continuare, ma dimezzando quello che si voleva fare. Un sito di quattro pagine pubblicato batte un sito di quindici pagine in attesa. Si mette online la parte che è pronta, con quello che hai, e il resto si aggiunge dopo con il sito già in funzione.
per approfondire.
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